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Appunti di viaggio sulla scuola in Finlandia

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Riporto alcuni stralci presi dalla rivista online “tuttoscuola.com” e dal film documento di Michael Moore tratto dal sito internet "Gruppo BASTA COMPITI!", messi alla rinfusa, per punti, come se fossero dei piccoli flash di conoscenza. Sì, perché la struttura della scuola finlandese è ovviamente complessa e difficile da poter descrivere in poche righe e normalmente un lettore su internet cerca risposte brevi ma allo stesso tempo interessanti e pratiche.

-  Non hanno compiti a casa.
-  20 ore settimanali di scuola per i bambini piccoli. In pratica 3/4 ore di scuola al giorno compreso il pranzo. Quindi giorni più brevi e gli anni di scuola più corti.
-  Niente esami a scelta multipla: si scrive la risposta (devi saperla).
-  I finlandesi dicono che si dovrebbe smettere di insegnare secondo i test standard: se insegni agli studenti a far bene quei test, allora non gli stai insegnando niente.
-  La scuola riguarda il trovare la tua felicità, trovare un modo di imparare ciò che ti rende felice.
-  Tutte le scuole sono allo stesso livello, non c’è una scuola meglio dell’altra. I bambini ricchi vanno a scuola con tutti gli altri.
-  I bambini sono partecipi della struttura della scuola dando suggerimenti, come ad esempio il parco giochi. I genitori si devono assicurarsi che le scuole pubbliche siano fantastiche.
-  Gli studenti sono trattati da più adulti.
-  Non serve il permesso per andare al bagno.
-  I bambini in Finlandia hanno già il potere di decidere, vedere quello che vogliono diventare.
-  Cercano di insegnargli a pensare a loro stessi, ad essere critici su ciò che stanno imparando. Cerchiamo di insegnargli ad essere felici, a rispettare gli altri e se stessi.
-  La didattica dura 45 minuti e seguono sempre 15 minuti di pausa. Positivo, non c’è più bisogno di uscire durante la lezione, come avviene in Italia, interrompendo e perdendo tempo.

La didattica

-  Le scuole della Finlandia hanno 75 insegnamenti in tre anni, dove molti sono a scelta degli studenti, con cinque periodi di studio, di 6 o 7 settimane, anziché i quadrimestri. Al termine dei quali seguono le verifiche. Se uno studente non supera una materia può riprovare poche settimane dopo, per due volte. “E alla terza?”, chiede Sara al preside. “Alla terza ripetono il corso e al termine delle 7 settimane sosterranno la prova”.
-  Nessuna bocciatura, basso abbandono scolastico, non servono assenze per evitare i compiti e le interrogazioni, quel professore o quell’insegnamento, niente mal di pancia improvvisi, la paura di andare a scuola, niente terribili compiti in classe annunciati solo tre giorni prima”. Inoltre in Finlandia è stabilita un’interruzione funzionale per permettere agli allievi di studiare: si situa tra il periodo di lezioni e il periodo di verifica.
-  All’età di sette anni i bambini finlandesi iniziano la scuola dell’obbligo, che dura nove anni. A circa 16 anni possono quindi decidere se proseguire negli studi oppure no. Se decidono di farlo hanno due opzioni: il liceo, che prepara agli studi accademici, e la scuola professionale, che offre delle competenze in un certo mestiere e dà la possibilità di continuare con la scuola universitaria professionale. In questo modo in Finlandia la media dei laureati è cresciuta fino al 45%.
-  La scuola Finlandese può essere chiamata la scuola della domanda. Si privilegia la capacità, infatti, di fare domande a quella di dare risposte pre-confezionate. L’ascolto e l’osservazione del docente prevale sul suo intervento diretto. Si impara facendo e fino a 13 anni non ci sono voti.
-  Le scuole sono organizzate in modo che i ragazzi con disabilità o con bisogni speciali vengano inclusi in tutte le attività. Hanno classi dedicate e super attrezzate, all’interno delle scuole comuni, con docenti ed educatori dedicati a sviluppare programmi personalizzati, ma al contempo lavorano con i compagni in alcune discipline e a turno i questi ultimi lavorano con loro. L’insegnamento di sostegno in Finlandia è unico al mondo perché si basa sul riconoscimento delle reali difficoltà di apprendimento, sulla loro evoluzione e prevenzione piuttosto che sulle cause mediche. È affiancato da psicologi, medici, consulenti, assistenti sociali e altre figure.
-  Il concetto di classe è superato da tempo e si lavora per gruppi e sottogruppi di apprendimento dove ogni studente può trovare ciò di cui ha più bisogno: un approfondimento, un recupero o lo sviluppo di un particolare talento. Questo sistema favorisce l’inclusione e lo sviluppo delle competenze sociali.

La valutazione

-  ll focus è centrato sullo studente e sulle relazioni: si dà più importanza alla responsabilità e alla fiducia che alle verifiche o agli esami.
-  Gli insegnanti in Finlandia tendono a non dare valutazioni negative agli allievi. Sanno che questo rischia di diminuire la loro motivazione e indirettamente di aumentare la disuguaglianza sociale.

-  La definizione del “fallimento” è una questione interessante. In molti sistemi scolastici i ragazzi vengono valutati con un sistema standardizzato che compara le carriere scolastiche, l’apprendi-mento o le capacità per farne delle medie statistiche (la media della classe, la media nazionale, ecc.). Dopodiché si definiscono i ragazzi in base alla posizione (sopra o sotto) rispetto a quella media. In Finlandia la valutazione dei ragazzi è basata su una filosofia del tutto diversa: ogni studente viene giudicato a partire dalle sue stesse abilità e dal potenziale che ciascuno possiede secondo il parere del singolo insegnante. In Finlandia un 8 (in una scala da 4 a 10) significa che si è migliorati, che in base alla propria condizione di partenza e alla propria situazione personale c’è stata un’evoluzione positiva. Quindi anche un allievo per il quale la matematica è difficile, che ha difficoltà con la lettura o con la scrittura, ma che si applica e fa esercizi e studia diligente-mente, può arrivare ad un 8.
-  In questo senso, nelle scuole finlandesi il “fallimento” ha un significato diverso rispetto ad altri Paesi. In Finlandia, uno studente o una studentessa che “fallisce”, è qualcuno che non ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità, non qualcuno i cui risultati vengono messi a confronto con delle statistiche.

-  Per il sistema finlandese la tecnologia è uno strumento didattico, al pari di altri, non lo strumento per eccellenza. Ogni aula è attrezzata e quasi tutti i ragazzi hanno un tablet in dotazione. I docenti sono discretamente preparati ad utilizzare le tecnologie e ogni scuola ha alcuni docenti molto esperti nel settore. Molte delle relazioni burocratico-amministrative scuola-famiglia avvengono per via informatica. Ma la tecnologia non è il focus del processo di insegnamento-apprendimento né il succedaneo dei docenti.

Struttura delle aule

-  Poltrone e un tavolinetto verso la vetrata.
-  I lavandini nei corridoi e in tutte le aule. I bagni, invece, si trovano solo al pian terreno.
-  Ogni spazio è dotato di tecnologie avanzate, le aule di lingue ed informatica sempre in funzione, anche durante il periodo degli esami.
-  I banchi hanno angoli diversi in base ai bisogni, sono affascinanti quelli pentagonali, che creano nuove forme e nuovi gruppi per favorire la collaborazione.
-  Ambienti confortevoli, studiati: “Colori differenti per ciascun piano, tendaggio abbinato, con il kit di pulizia in ogni classe”.

Link di approfondimento

https://www.tuttoscuola.com/dalla-finlandia-allitalia-cosa-possiamo-normativa-vigente/

https://www.tuttoscuola.com/finlandia-viaggio-nella-scuola-della-fiducia/

https://www.tuttoscuola.com/sistema-finlandese-quello-dovremmo-imparare/

https://www.tuttoscuola.com/finlandia-un-modello-scuola-alternativa/

http://www.musicoterapiaveneto.it/La-rivoluzione-scolastica-della-Finlandia.html

[ Pubblicato on-line il 28 dicembre 2017 ]
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