Musicoterapia Veneto

Dalla scuola finlandese a quella italiana

Brevi considerazioni e proposte.

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Mario Zattin

È possibile cambiare la nostra scuola a costo zero? Come possiamo immaginare l’educazione in Italia che sia coerente dal punto di vista pedagogico e che abbia sostanzialmente idee chiare riguardo la visione del bambino e dell’uomo poi? Con molta probabilità un cambiamento importante, significativo e duraturo non credo possa avvenire senza un adeguato investimento economico. Credere nell’educazione significa avere fiducia nel futuro.

Nonostante ciò alcuni piccoli cambiamenti si possono attuare anche subito a livello didattico e di organizzazione all’interno dei singoli istituti sul modello della scuola finlandese.

DPR 275/99

Nel D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275 (vedi allegato) c’è già tutto quello che serve per creare un vero e proprio cambiamento nella nostra scuola. L’autonomia scolastica è una realtà che si deve conciliare innanzitutto con il raggiungimento del successo formativo di tutti gli alunni. In particolar modo si potrebbero attingere molte cose per quanto riguarda l’autonomia didattica in particolare lo svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni, l’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività, l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da
diversi anni di corso, l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, nell’ambito dell’autonomia didattica possono essere programmati, anche sulla base degli interessi manifestati dagli alunni, percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività.

Didattica per competenze

Le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete o aderire ad essi per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali, lo scambio temporaneo di docenti.
Sotto il profilo professionale, per progettare percorsi di insegnamento-apprendimento diversificati
senza correre il rischio di creare frammentarietà, il docente deve avere la capacità di "navigare"
all’interno della disciplina che insegna, considerata nella sua intera struttura epistemologica. Infatti
ogni disciplina in quanto scienza ha un suo dominio. Ogni docente deve saper individuare gli epistemi o nuclei fondanti, punti forti, "concetti generativi presenti in ogni parte della disciplina", per poter progettare:
- quello che tutti necessariamente devono sapere e saper fare anche se a livelli diversi;
- quello che può essere oggetto di studi specialistici in relazione a interessi e attitudini;
- quello che assume rilevanza formativa anche da un punto di vista sociale e valoriale;
- i rapporti e legami con le altre discipline nella logica della transdisciplinarità [1].

Alternanza scuola- lavoro

Una proposta potrebbe essere questa:
-  individuare un’azienda leader di un determinato prodotto anche in posti relativamente distanti; in questo caso la scuola organizza la possibilità del vitto e alloggio degli studenti, un tutor scolastico di un vicino istituto con lo stesso indirizzo scolastico;
-  organizzare un percorso che va dalla organizzazione dell’azienda, alla produzione, alla ricerca e alla vendita del prodotto;
-  tornati a scuola questi studenti saranno gli insegnanti di diversi gruppi di lavoro e studio formati da studenti, basati sulla metodologia della ricerca – azione o altra didattica.

In questo modo si darebbe un senso sia a livello didattico attraverso l’applicazione di metodologie alternative, sia come assunzione di responsabilità del proprio percorso per essere in grado di prendere decisioni ed iniziative.

Per altre iniziative consigliamo la visione delle seguenti pagine web:

Dalla Finlandia all’Italia: cosa possiamo fare a normativa vigente

Scuola, cosa imparare dal modello finlandese: non copiare, ma innovare

La didattica modulare

Note

[1Ragioni, modelli e forme della flessibilità didattica e organizzativa di Giovanna Pedicini

[ Pubblicato on-line il 2 gennaio 2018 ]
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