Musicoterapia Veneto

La musicoterapia umanistica fenomenologica

Mario Zattin

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In questi anni in Italia si è sviluppata un particolare modello di Musicoterapia Umanistica che ha nel suo agire numerosi aspetti e peculiarità (A.P.M.M. Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia “Giulia Cremaschi Trovesi“).

ASPETTI IN COMUNE CON LA MUSICOTERAPIA UMANISTICA


Carl Rogers
- Rispetto e congruenza e trasparenza
- Approccio centrato sulla persona
- Contatto con la nostra esperienza personale
- Accettazione incondizionata del cliente
- Fiducia nelle risorse della persona
- Tre qualità fondamentali del terapeuta: autenticità, considerazione positiva incondizionata, comprensione empatica (sentire il mondo personale del cliente “come se” fosse nostro, senza però mai perdere questa qualità del “come se”) (C. Rogers – La terapia centrata sul cliente).

ASPETTI PECULIARI
- Dialogo sonoro (Mauro Scardovelli)
- PNL Umanistica Integrata (Mauro Scardovelli)
- Teoria dell’attaccamento di Bowlby: rapporto tra base sicura e comportamento esplorativo
- Improvvisazione clinica: Il “nostro corpo”, a cominciare dal nostro volto (sguardo, fronte ecc…) è come una Partitura Vivente sulla quale sono scritte ben precise note musicali che possiamo chiamare “Impronte” del carattere” (Edith Stein, 1924)
- Il corpo e la lettura del corpo

ASPETTI EPISTEMOLOGICI
L’epistemologia della musica porta ad esplorare l’interno del mondo della pedagogia, dell’educazione, della crescita in generale dell’infanzia. Le esperienze ed i conseguenti studi in casi di bambini o adulti disabili (disabilità fisica, psichica, psicofisica, plurihandicap) si rivelano utili per valorizzare il percorso compiuto dall’umanità nella sua storia (epistemologia, ermeneutica) per comprendere ciò che occorre oggi (Giulia Cremaschi Trovesi).
La prima orchestra
Il grembo materno non ha un attimo di silenzio. Le nostre memorie sono radicate nelle esperienze ritmico-sonore vissute prima della nascita (Giulia Cremaschi Trovesi).
Il corpo vibrante
La relazione madre/figlio prima della nascita è fondata sulla risonanza corporea. Il nostro corpo è il risuonatore per eccellenza che convibra nell’ascolto e vibra nella produzione dei suoi suoni, della voce (Giulia Cremaschi Trovesi).
La partitura vivente
Il nostro corpo con i suoi gesti, le sue tensioni emotive, la mimica del volto parla, narra, racconta delle nostre emozioni (Giulia Cremaschi Trovesi).

PERCHÉ IL TERMINE “FENOMENOLOGICA”
- L’essere umano è il soggetto attivo nella relazione con il mondo, con gli altri, con se stesso: “Essere nel Mondo” (fenomenologia).
- L’essere umano non è divisibile in parti.
- L’essere umano va accolto e accettato nella sua soggettività e specificità.
- La disabilità è valorizzata come risorsa (legge104).
- Ogni manifestazione sociale nasce attraverso il dialogo.
- L’ascolto empatico (lettura della persona come “corpo vibrante”) è la sorgente per l’accettazione, il non-giudizio (Husserl epokè) origine del dialogo.

IL CORPO
Il corpo è parte pregnante della Musicoterapia Umanistica Fenomenologia sia come aspetto acustico che come aspetto relazionale.

La Pedagogia Psicomotoria
L’aggettivo vuole, attraverso l’evidenza di un’indicazione metodologica, sollecitare a ricondurre la pedagogia ad un quadro teorico che, con riferimento alla corrente filosofica della fenomenologia ed alla psicologia umanistica, sostanzi l’approccio radicandolo nell’unità di corpo e mente (Simona Colpani) L’importanza di questa sfida è la necessità, come dice C. Sini, di recuperare “il senso filosofico dell’intero” senza il quale il rischio è di avere solo un “astratto specialismo intellettualistico”.

LA RELAZIONE CIRCOLARE
La competenza pedagogico psicomotoria, agita nel contesto della musicoterapia dal coterapeuta, ha dato vita a quella che abbiamo definito “Relazione circolare nella tangibilità”. In musicoterapia, la “Relazione circolare nella tangibilità” è la modalità operativa utilizzata soprattutto nelle situazioni più complesse. In essa due persone, dalle formazioni distinte e complementari come quella del musicoterapeuta e del coterapeuta, operano congiuntamente accogliendo e rivolgendosi a tutte le persone presenti: a quella che per assunto è la “portatrice della difficoltà”, spesso un bambino con disabilità, ai genitori, a volte anche ai fratelli, o agli insegnanti.
Poter operare in armonia, con fluidità e coerenza, con un altro professionista richiede ad entrambi una conoscenza reciproca della professione dell’altro oltre che dell’altro come persona (Simona Colpani).

RELAZIONE TRA EDUCAZIONE, TERAPIA, PEDAGOGIA E MUSICOTERAPIA
I primi a comprendere queste relazioni sono stati Paul Nordoff (musicista e pianista) e Clive Robbins (pedagogista).
La Musicoterapia Umanistica Fenomenologica si richiama all’epistemologia in quanto essa traccia la via del movimento, dell’ordine del movimento, del numero, della parola, in quanto “sapere” che il bambino ha già dentro di sé attraverso le esperienze ritmico/sonore vissute nel grembo materno (Giulia Cremaschi Trovesi).
Invece di separare, la Musicoterapia Umanistica Fenomenologica unisce.
L’educazione non è disgiunto dalla pedagogia e dalla musicoterapia. C’è un denominatore comune nel “corpo vibrante” che è il luogo dove si forma la voce e, di conseguenza la parola; è il protagonista dell’ascolto, in quanto esprime lo stato emotivo del bambino, ed è il punto di partenza della comunicazione, della gioia di essere attivo nella vita con gli altri, con il mondo circostante, con se stesso. Nel grembo materno l’essere umano impara a muoversi perché è accolto in un corpo in movimento. Egli impara a vivere e crescere in un corpo che vive e cresce con lui. Egli impara ad ascoltare perché nel grembo materno non esiste silenzio. Ascoltare permette di riconoscere un suono già ascoltato differenziandolo dagli altri: così ha origine la memoria. L’ordine ternario del pulsare cardiaco e l’ordine binario del camminare e della respirazione sono, insieme ai timbri viscerali e vocali, le basi che fanno essere il grembo materno la Prima Orchestra compresa nella Grande Orchestra che è la Terra (Giulia Cremaschi Trovesi).
La musica è dentro all’uomo. Non si tratta di insegnarla ma di educare, dal latino ducere che significa condurre, trarre. La Musicoterapia Umanistica Fenomenologica, prendendo insegnamento dall’educazione non è rieducativa ma bensì educativa in tutti i suoi aspetti.
La musicoterapia non può fare a meno della bellezza, anche e soprattutto quando si occupa dei casi più gravi (Giulia Cremaschi Trovesi). La bellezza di cui essa ha bisogno, però, non è quella superficiale, tecnica od esibizionistica, perseguita dall’EGO. Ciò di cui ha bisogno è una bellezza profonda, una bellezza dell’anima, o, come dicevamo in apertura, una bellezza radicata nell’essere (Mauro Scardovelli).

PRINCIPI SCIENTIFICI
La musicoterapia umanistica ha come principio scientifico le leggi della fisica acustica, del suono e della risonanza corporea in quanto è tutto il corpo che è implicato nell’ascolto.

[ Pubblicato on-line il 20 giugno 2013 ]
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