Musicoterapia Veneto

Presentazione seminari Coterapeuta

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Corpo adulto, corpo bambino

Descrizione del seminario
La metodologia a cui fa riferimento l’APMM e che ha offerto gli spunti per una riflessione teorica è stata costruita, pensata e calibrata sui bisogni e sulle esperienze realizzate con bambini piccoli.
La successiva elaborazione teorica ha messo in luce, anche grazie ad un occhio esterno come quello della PNL, quali principi sottostanno alle scelte concrete.
Noi interagiamo sempre con tutta la persona, con il suo essere e la sua dignità, sia quando esso è bambino sia quando è un adulto. Questo perché fondamentalmente abbiamo tutti bisogno delle stesse cose: di qualcuno che creda in noi, di stima, di occasioni per permetterci di scoprirci, di conoscerci e al tempo stesso di conoscere il mondo, di poter avere un sogno …. E di qualcuno che continui ad avere un sogno per noi.
L’attenzione all’altro non può prescindere dall’assunzione e valorizzazione della sua storia. Essa può essere di un mese, un anno, o trent’anni. Anche quando una persona adulta si comporta come se fosse un bambino piccolo, per non usare espressioni forti come quelle di "età mentale" che condivido poco, è importante considerare che "ha vissuto una vita", così come per il bambino piccolo è importante considerare che, anche se ha vissuto solo un anno, quell’anno per lui è tutta la sua vita, è tutto ciò che ha per poter soppesare l’oggi.
Noi siamo il nostro corpo, senza esso non viviamo. È lui, con tutte le sue trasformazioni, che tiene traccia e memoria della storia. Ed è con lui e attraverso lui che interagiamo, anche quando non ci tocchiamo.
Il seminario intende offrire momenti di riflessione e confronto da cui far scaturire, secondo una modalità attiva e partecipata, proposte operative.

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Corpo ipertonico, corpo ipotonico

Descrizione del seminario
Cosa è l’ipotono? Cosa è l’ipertono? Da cosa hanno origine questi due estremi? A volte la motivazione è scritta nella definizione della patologia, altre volte invece è il racconto di noi, delle nostre attese, paure, speranze, desideri, … Come capire fino a che punto alcuni bambini che incontriamo sono ipotonici od ipertonici per la patologia e dove inizia uno stato tonico corporeo che, come per tutti noi, racconta delle emozioni e del desiderio di stare al e nel mondo?
Durante la giornata porteremo l’attenzione alla tonicità del nostro corpo, alle zone di maggiore o di minore contrattura, per capire da dove trae origine sia la situazione di tensione che quella di rilassamento. Gli elementi individuati ci condurranno, nel pomeriggio, ad individuare e sperimentare alcuni giochi, attività, proposte adeguate anche al bambino con patologia.

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Mani – Bocca – Lingua

Descrizione del seminario
Mani e bocca. Per Aristotele le mani sono "l’organo degli organi". Per la bocca, ed il suo utilizzo nella produzione della parola, credo non siano necessarie citazioni. Parlare è ciò che ci contraddistingue da tutti gli altri animali, come l’uso delle mani.

Il bambino impara a conoscere il mondo e ad accogliere il mondo prima con la bocca, poi con le mani che portano alla bocca, infine con le mani.

Conoscere il mondo passa attraverso le mani che lo conducono a noi. La conquista dello spostarsi nello spazio consente solo che altre cose possano essere guardate, prese: prese con lo sguardo, prese con le mani, prese con la bocca, prese con la parola.

Sono le situazioni di difficoltà che ci dicono di quanto sia importante ciò che altrimenti diamo per scontato. La fatica ad accogliere il mondo, a conoscerlo, si può manifestare con problemi di linguaggio, o di alimentazione. Altre volte si manifesta con un parlare che, come materia, si mette tra le nostre mani ed il mondo per consentirci di non toccarlo, di non modificarlo, di far sì che altri facciano.

Il seminario vuole essere occasione di riflessione, sul rapporto esistente tra mani e bocca, che possa sfociare in idee operative a sostegno del percorso di crescita dei bambini.

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Rotola rotola: arriva la palla!

Descrizione del seminario
Non esiste persona che nella sua vita non abbia giocato a palla.
Possono essere state palle da prendere a calci, palle da lanciarsi tra le mani, palle da colpire con altri oggetti, o palle che devono colpire bersagli, ...
Palle che si tirano contro un muro o che si rincorrono da soli, palle che vengono condivise con uno o con tanti amici, o che si usano contro avversari singoli o alleati tra di loro.
L’uso della palla per giocare attraversa i secoli. E’ presente in ogni nazione con modalità peculiari, ma è anche presente con giochi che si somigliano tutti tra di loro.
Tanto semplice quanto complesso: giocare a palla sembra tanto semplice, ma è un punto di arrivo che ci racconta di tante capacità acquisite dal bambino. Già il solo gesto del lasciare cadere una palla è un apprendimento. Lanciarla poi, appare tanto scontato, ma non lo è per nulla.
Giocare a palla richiede, ed al tempo stesso consente di far maturare, molte delle competenze psicomotorie indispensabili nell’affrontare i compiti … di crescita.
La palla può essere grande, piccola, piccolissima. Possono esserci tante palle: piccine piccine o enormi…
E se poi le rappresento abbiamo il cerchio, primo tratto utilizzato dal bambino per rappresentare se stesso!, ma anche prima disposizione di un gruppo che vuole condividere un’esperienza, un racconto, un gioco.

Durante il seminario si giocherà a palla, o con le palle: da quelle che si acquistano a quelle che possiamo costruire noi, le palle saranno l’unico oggetto di gioco utilizzato.
Inventeremo dei giochi, ne condivideremo la conoscenza, evincendo però da ogni esperienza quali competenze sono necessarie, quali affina, a quale scopo.
Ogni gioco è gioia se proposto alla giusta età. La conoscenza dei diversi giochi consentirà di avere a disposizione idee da proporre a bambini singoli od in gruppo, a scuola come in terapia.

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[ Pubblicato on-line il 3 gennaio 2012 ]
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